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文档简介

abc amber lit converter /abclit.html bruno vespa. il cambio. uomini e retroscena della nuova repubblica. arnoldo mondadori editore. il cambio. a mio padre. forse si sarebbe divertito. i protagonisti. tutti gli uomini del presidente. silvio berlusconi, presidente del consiglio dei ministri gi presidente fininvest. gianni letta, sottosegretario alla presidenza, gi vicepresidente fininvest comunicazioni. cesare previti, ministro della difesa. giuliano ferrara, ministro per i rapporti con il parlamento e portavoce del governo. giuliano urbani, ministro per la riforma della pubblica amministrazione. niccol querci, assistente personale del presidente del consiglio. antonio tajani, parlamentare europeo e portavoce di forza italia. gi capo ufficio stampa della presidenza del consiglio. gianni pilo, deputato di forza italia e amministratore delegato diakron. miti simonetto, responsabile per limmagine del presidente del consiglio. casa, dolce casa. fedele confalonieri, presidente fininvest. franco tat, amrninistratore delegato fininvest. marcello dellutri, presidente publitalia. parenti/serpenti umberto bossi, segretario lega nord. roberto maroni, ministro dellinterno e vicepresidente del consiglio dei ministri. francesco speroni, ministro per le riforme istituzionali. giancarlo pagliarini, ministro del bilancio. vito gnutti, ministro dellindustria. donna, giovane, cattolica, leghista. irene pivetti, presidente della camera dei deputati. alleati di ferro, o no? gianfranco fini, segretario del msi, coordinatore di alleanza nazionale. giuseppe tatarella, vicepresidente del consiglio dei ministri e ministro delle poste e telecomunicazioni. i gli alleati dubbiosi. pier ferdinando casini, segretario del centro cristiano democratico. clemente mastella, ministro del lavoro e della previdenza sociale. francesco donofrio, ministro della pubblica istruzione. comunisti, postcomunisti. enrico berlinguer, segretario del pci (1972-1984). achille occhetto, segretario del pci (1987-1990) e del pds (1990-1994). massimo dalema, segretario del pds. walter veltroni, direttore dellunit. massimo cacciari, sindaco di venezia. democristiani, pattisti, popolari. mino martinazzoli, segretario della dc (1992-1994) e del partito popolare italiano (gennaio-giugno 1994). rocco buttiglione, segretario del partito popolare. ciriaco de mita, segretario della dc (1982-1989) e presidente del consiglio dei ministri (1988-1989). mario segni, gi deputato della dc, leader del patto segni. procuratori di giustizia. ovvero: di pietro vs. berlusconi alfredo biondi, ministro di grazia e giustizia. francesco saverio borrelli, procuratore capo della repubblica in milano. gerardo dambrosio, procuratore aggiunto. antonio di pietro, sostituto procuratore. piercamillo davigo, sostituto procuratore. gherardo colombo, sostituto procuratore. tiziana parenti, presidente della commissione parlamentare antimafia, gi sostituto procuratore in milano. luciano violante, vicepresidente della camera dei deputati, gi giudice istruttore in torino, responsabile per il pci dei problemi della giustizia e presidente della commissione parlamentare antimafia (1992-1994). il quirinale. oscar luigi scalfaro, presidente della repubblica. marianna scalfaro, sua figlia. gaetano gifuni, segretario generale della presidenza della repubblica. gaetano scelba, capo del servizio stampa della presidenza. sisde e dintorni. maurizio broccoletti, gi direttore amministrativo del sisde. michele finocchi, gi capo di gabinetto del sisde. gerardo di pasquale, gi capo del reparto logistico del sisde. antonio galati, responsabile dei fondi riservati del sisde. rosa maria sorrentino, gi funzionaria dellufficio logistico del sisde. riccardo malpica, gi direttore del sisde. matilde martucci, sua segretaria al sisde. nicola mancino, ministro dellinterno (1992-1994). raffaele lauro, suo capo di gabinetto. angelo finocchiaro, gi direttore del sisde. alessandro voci, gi direttore del sisde. adolfo salab, architetto, consulente del quirinale e del sisde. vittorio mele, direttore degli affari penali del ministero di grazia e giustizia. gi procuratore capo della repubblica in roma. michele coiro, procuratore capo della repubblica in roma. gli assenti. giulio andreotti, cinque volte presidente del consiglio dei ministri tra il 1972 e il 1992. bettino craxi, presidente del consiglio dei ministri (1983-1987) e segretario del psi (1976-1993). arnaldo forlani, presidente del consiglio dei ministri (1980-1981) e segretario della dc (1969-1973 e 1989-1992). francesco de lorenzo, gi ministro della sanit. paolo cirino pomicino, gi ministro del bilancio. severino citaristi, segretario amministrativo della dc (1986-1993). una notte destate il cavaliere. un sorriso. sto guardando il suo sorriso. ambiguo? no, direi di no. accattivante? abbastanza, ma senza esagerare. cor- diale, contenuto, educato? s, qualcosa del genere. va bene, sorrido anchio. non passano mai i secondi che separano il silenzio! dellassistente di studio dallorolo- gio! seguito subito dal nero! e dalla sigla della trasmissio- ne. sorrido disteso, per guadagnare unaltra manciata di se- condi. ma dove guarda il cavaliere? non sta guardando me. mi volto. non sta guardando neanche paolo vasile, il di- rettore del centro di produzione fininvest di roma che non lo molla un momento durante le apparizioni televisive. e non guarda nemmeno la telecamera alle mie spalle, quella giusta per i suoi primi piani. ragazzi, questa grossa. il ca- valiere non sta guardando nessuno. pensa al suo pubblico, ai milioni di persone che lo vedranno tra poco e prova il sorri- so. s, prova il sorriso. in tanti anni di mestiere credevo di aver catalogato al completo la tipologia dellattesa televisiva: gente sicura di s e gente che se la fa addosso per lemozione, gente che si stira i nervi della faccia e che si rischiara la voce. ma uno che ha studiato lintervista al punto di provare il sor- riso dapertura, be no: giuro che la prima volta. e il pomeriggio di marted 15 marzo 1994. mancano dodici giorni alle elezioni e berlusconi ha accettato il mio invito ad illustrare il programma di forza italia nella rubrica oltre le parole. al mattino, aprendogli le finestre di casa su piazza navona, il silenzioso alfredo gli ha portato in camera, con la colazione, il profumo della precoce primavera romana di 16 17 questanno e il numero appena uscito della rivista americana newsweek che esibisce in copertina una sua foto. soprabi- to blu sportivo, maglione girocollo dello stesso colore, cami- cia aperta a quadrettini biancocelesti. svettante, verso il tito- lo del giornale, il sorriso. lo stesso che avrebbe provato nel pomeriggio davanti al- le telecamere e che invano avrei cercato di ricambiare, illu- dendomi che il cavaliere stesse sorridendo a me e non alla storia. trovare una bella foto da copertina non facile. non fa- cile, per la verit, nemmeno trovarne una brutta. lo sanno bene allespresso, dove hanno dovuto impegnarsi molto per pubblicare nellarco di tutta la campagna elettorale sol- tanto foto in cui berlusconi assomiglia allorco di buona me- moria. newsweek, come tutti i grandi giornali, intendeva in- viare un proprio fotografo. ma berlusconi non aveva tempo per sottoporsi a una lunga seduta. e forse non ne aveva nem- meno voglia. e magari non si fidava nemmeno troppo. il ca- valiere un professionista del settore. miti simonetto, che la- vora con lui da tredici anni, lo ha assistito durante tutta la campagna elettorale e, quando berlusconi diventer presi- dente del consiglio, non esiter a dimettersi dalla fininvest per seguirlo come consulente a palazzo chigi. la ferrea miti dunque non abbocca. offre le sue foto di berlusconi. ma stavolta newsweek a non starci: decide allora di rivolgersi a una importante agenzia e - quel che pi conta - pubblica una foto che, seppure non fornita da berlu- sconi, d unimmagine molto gratificante e positiva del ca- valiere. intrigante anche il titolo di newsweek: il principe mercante. secco il sommario: il miliardario silvio berlusconi pu diventare il prossimo primo ministro italiano. allinter- no, sei pagine dinchiesta, una dintervista e tante foto di ber- lusconi con qualche spruzzo di occhetto, fini, segni e bossi. la chiave dellarticolo in unaffermazione e in una doman- da: berlusconi sta cavalcando il rifiuto montante contro il vecchio sistema di fare politica. ma cambier realmente qual- cosa? nessuno lo sa, in questo profumato pomeriggio di prima- vera negli studi rai al nomentano: la vecchia e gloriosa dear film, piccola cinecitt di roma est dove nacque e prosper la settimana incom, il cinegiornale degli anni cinquanta stroncato dalla nascente televisione. nessuno sa come andranno le elezioni. ma berlusconi or- mai fa notizia anche se si soffia il naso. quando arrivo nel cortile che introduce agli studi, vedo che il gran circo delle occasioni speciali al completo. niente giornalisti perch in sciopero. ma i fotografi ci sono tutti: gli specialisti di politica e quelli dello spettacolo, le grandi agenzie e i piccoli freelance. poi c la polizia. e i carabinieri. i funzionari rai addetti al ri- cevimento degli ospiti importanti sono schierati a fare gli onori di casa. i fotografi vengono dallaltra cittadella rai di saxa rubra dove il cavaliere andato a registrare una tribuna elettorale approfittando per fare campagna anche l, in casa del servi- zio pubblico, il nemico istituzionale. gli sfilano sotto il naso gruppi di kamikaze aziendali con la maglietta forza rai: il cavallo di viale mazzini schiaccia il biscione di arcore. lui sorride (sempre quel sorriso) e si vendica tuffandosi su una scolaresca in visita, provocando gridolini e svenimenti di gruppo e firmando tanti autografi da fare invidia a baggio. e i fotografi l, a macinare rullini su rullini. non avete fatto indigestione? chiedo al gruppo schiera- to. nemmeno per idea. e quando arriva la thema del cava- liere, preceduta e seguita dalle due vetture della scorta priva- ta, ecco i flash che lo massacrano di nuovo. berlusconi indossa la divisa elettorale: doppiopetto grigio, camicia celeste con il collo a punte in gi, cravatta classicissi- ma fumo di londra a piccoli pois bianchi. quasi un abito da cerimonia. lo accompagnano il capo ufficio stampa, antonio tajani, gi redattore del giornale di montanelli, e lassistente per- sonale niccol querci. sulla porta si unisce al gruppo paolo vasile. vecchia volpe del cinema e ottimo professionista della tiv, lui il gran vi- sir di berlusconi. n sapore del mulino bianco gli studi della dear sono per vasile una specie di mulino bianco. c dappertutto sapore di casa, cio di cinema, il ci- nema romano dei bei tempi. che donne, ragazzi, per il gio- vane direttore di produzione dei film di steno e di festa campanile, di sergio corbucci di marco vicario. che bel gi- ro con tognazzi e monica vitti, con ornella muti e renato pozzetto. ma il grande cinema gi al tramonto quando nell83 a vasile telefona sergio parenzo, che nella fininvest ancora in fasce si occupa dellacquisto di filrn. canale 5 na- to da tre anni, produce poco e quasi tutto a milano. a roma lemittente ha solo un piccolo studio in piazza adriana e pro- duce soltanto n pranzo servito con corrado al teatro pa- lace. chiede dunque parenzo a vasile: perch non ci metti su un centro di produzione tv? il cinema il cinema, ma la tv il futuro. vasile accetta e comincia a guardarsi intorno. la rai concentrata in via teulada e si concede qualche usci- ta il sabato sera al teatro delle vittorie. vasile comincia a pro- durre qualcosa alla dear film, poi nei teatri della safa palati- no. la dear non sarebbe male, ma la rai ci arrivata prima e comincia ad allargarsi. resta la safa, dove alberto sordi ha girato quasi tutti i suoi film. il palatino bello, gli studi pure: vasile convince berlusconi a farci il quartier generale romano delle sue tv. ma quando, il 14 marzo, torna dopo tanto tem- po alla dear film, vasile sente di nuovo il profumo del muli- no bianco. a proposito: perch vasile va alla dear il 14 marzo quando lintervista con berlusconi fissata per il 15 pomeriggio? per restituire al cavaliere un po dellumanit persa negli spot elettorali risponde a chi lo incrocia nei larghi corridoi del centro di produzione rai nomentano, tra le diavolesse di tunnel e le ragazzine che sperano in uninquadratura a domenica in. vasile ha studiato a lungo come vendere alle telecamere il prodotto berlusconi in campagna elettorale ed arrivato alle seguenti conclusioni. un uomo politico tecnicamente diverso dallattore che fa ridere o fa innamorare. luomo politico deve dare una sensa- zione di realt, di immediatezza, deve spezzare il diaframma che si crea tra il pubblico e la rappresentazione televisiva del personaggio. se berlusconi stanco, dice vasile bisogna far capire agli spettatori che stanco. e un uomo come loro, che ha lavorato tutto il giorno e la sera, quando entra nelle case attraverso la tv, stanco morto come la gran parte di quelli che stanno ad ascoltarlo. il pubblico convinto che, se uninquadratura viene bene o viene male, merito o demerito sono del cameraman e della telecamera. questo vero solo in parte. il vero taglio dellin- quadratura viene dato dalle luci. ai tecnici rai della dear, vasile chiede la cortesia di fare molta attenzione alle luci su berlusconi: devono avere un taglio estremamente realistico, ma al tempo stesso con qualche concessione alla morbidezza. perch? ma perch se non dai alle luci un minimo di morbi- dezza, un brufolo in televisione ti diventa un vulcano dice vasile, girando il coltello nellantica piaga del vostro autore che, avendo pi di un brufolo, si prodotto negli anni in in- numerevoli quanto spettacolari eruzioni. allora si bada a un controluce meno impietoso, si evitano i primissimi piani, magari si monta un cross-screen, un filtro per la telecamera che ammorbidisce i lineamenti senza alte- rarli. molti accorgimenti, insomma, per restituire al perso- naggio berlusconi la sua piena naturalezza. per questo oc- corre evitare qualunque appesantimento di trucco. ma, al tempo stesso, un minimo di trucco serve perch anche la pel- le pi levigata, secca e luminosa e la luce pi morbida posso- no sortire effetti devastanti. per evitare problemi berlusconi arriva gi pronto e alla truccatrice della rai concede soltanto qualche minuto per i ritocchi. eccolo, dunque, il cavaliere alla sua prima apparizione te- levisiva, che in attesa del silenzio! dellassistente di studio ha un sorriso per tutti e uno particolare per la telecamera (quella con il cross-screen?) che tra un momento linquadrer. oltre le parole una trasmissione molto semplice. in una cornice spartana, il padre della scienza politica italiana, gio- vanni sartori, spiega in un centinaio di secondi che cosa si- 20 21 gnifica polo delle libert (nel caso di berlusconi) o centro, destra, sinistra (per gli altri ospiti). allintervistato restano poi circa nove minuti per rispon- dere a una decina di domande molto secche sul suo pro- gramma elettorale. berlusconi risponde come un treno. co- nosce benissimo la parte, sorride, ammicca, ammonisce, rassicura, promette. parla del famoso milione di posti di la- voro, del rilancio della scuola pubblica e di nuove opportu- nit per quella privata, della riduzione delle tasse e di una gestione privata degli ospedali e quando gli parli del famo- so impiccio delle troppe tv, lul dice che pronto a vendere, ma non a svendere. finito? finito. nuovo sorriso, stretta di mano a tutti gli uomini dello studio e poi di nuovo via verso le elezioni. anzi, verso la vittoria, perch, mentre tutti i can- didati vanno dalla cartomante a chiedere come andr il 27 marzo, a lui i sondaggi di gianni pilo hanno gi assicurato la vittoria. noi della strada restiamo un po frastornati dinanzi a que- ste certezze, ma quando laccento toscano di luigi ricci, im- placabile analista di indici di ascolto e flussi di pubblico, mi fornisce i dati minuto per minuto del breve show di berlu- sconi, a gianni pilo comincio a crederci un po anchio: solo nel caso moro, forse, era capitato che il pubblico in ascolto quadruplicasse in dieci minuti. arriva ad arcore il diavolo tentatore berlusconi in tv, dunque. le ultime volte cera andato per parlare del milan. anche qui col sorriso, visti i tre scudetti consecutivi. m

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