ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE笔记.doc_第1页
ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE笔记.doc_第2页
ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE笔记.doc_第3页
免费预览已结束,剩余36页可下载查看

下载本文档

版权说明:本文档由用户提供并上传,收益归属内容提供方,若内容存在侵权,请进行举报或认领

文档简介

本文档系作者精心整理编辑,实用价值高。ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESECAPITOLO 11. Limpresa un sistema. Per non fare della sistemicit un vero e proprio dogma occorre capire quali siano le ragioni e le condizioni per cui possibile pervenire alla conclusione che, nel mondo organizzativo, ci sono sistemi aziendali. Lassunzione delle caratteristiche di sistemicit la condizione necessaria, ancorch sufficiente perch le stesse entit possano sopravvivere nel tempo e competere con successo o, addirittura, maturare un vantaggio. Anche limpresa che abbia superato le difficolt della sua creazione, si sia evoluta e sia cresciuta, sinterroga o deve interrogarsi periodicamente se permangono le condizioni sistemiche che le hanno consentito di vivere; oppure se tali condizioni di base sindeboliscano o si siano indebolite in modo tale da poterla condurre verso il declino. Limprenditore intelligente o deve essere sempre colto dal dubbio a proposito della sua sistemicit e dellevoluzione di tale condizione.1.2. La disciplina del general management tratta di gestione, organizzazione e direzione. Gestione fa riferimento allo svolgimento delle operazioni aziendali, organizzazione fa riferimento allinteragire di strutture e persone che operano entro i confini delimpresa ed infine la direzione aziendale fa riferimento alle specifiche attivit dei capi o dirigenti nelle loro reciproche relazioni e nella loro collocazione. Gestione, organizzazione e direzione sono momenti di un complessivo processo di amministrazione aziendale che si avvale di metodi e strumenti contabili per programmare e controllare le decisione che ad essi fanno riferimento, oltre che per seguire landamento a valutarne lesito. Sono fondamentalmente due i riferimenti culturali di questo testo di general management: il pensiero classico delleconomia aziendale italiana e lapproccio sistemico allinterpretazione dellimpresa. Attingiamo alla teoria dei sistemi nella misura in cui essa sembra utile per uninterpretazione della natura delle aziende produttrici di beni e servizi, come autonomi soggetti di diritto e, ad un tempo, come entit che operano anche al di fuori dei loro stretti confini in rapporto con numerosi altri soggetti di diritto. Pasquale Saraceno stato uno dei primi maestri di general management italiano che ha aperto i nostri studi a questa prospettiva di analisi.2. Ogni impresa occupa uno spazio nel sistema della societ, in particolare uno spazio nel settore delleconomia in cui ciascuna entrata; tale spazio si dice anche ambiente specifico dellimpresa (o task environment). Ogni settore di attivit economica a sua volta, parte di un pi vasto ambiente generale (o general environment), ove compaiono organizzazioni di tipo diverso da quello dellimpresa. Lambiente generale dellimpresa, nella sua massima estensione, coincide col sistema della societ. Tutte le imprese hanno dei confini legali, definiti dallatto costitutivo aziendale e dalla forma giuridica singolarmente adottata, che permettono di distinguere ciascuna di esse dalle altre tipologie organizzative. I confini economico aziendali sono molto meno certi di quelli legali; possono sorgere delle difficolt generate dal fatto che le imprese del nostro secolo tendono a dislocarsi su pi spazi, a frazionare la propriet del capitale, ad aggregarsi o disgregarsi anche rapidamente. (es. Benetton, pg. 13). Dal punto di vista economico aziendale siamo in presenza di una difficolt storicamente crescente a indicare in quale preciso spazio operi limpresa; quante e quali siano le unit in cui essa divide la produzione, la distribuzione e la vendita; ovvero come si configurino i suoi confini.2.2. Il general environment popolato di organizzazioni a-specifiche, ovvero non specifiche di alcun settore di attivit economica; organizzazioni che influenzano pi o meno intensamente il mondo produttivo. Lambiente generale lambiente dal quale trae significato il predetto ambiente specifico.2.3. Considerando il task environment, possiamo illustrare pi nel dettaglio le organizzazioni con le quali limpresa di cui trattasi si rapporta e compete. Per competitivit si intende lesercizio di capacit con le quali limpresa si misura con altre organizzazioni, offrendosi al giudizio del cliente finale del bene o servizio da essa prodotto. Le forze competitive con cui limpresa da noi focalizzata (es. Wolkswagen) entra in una molteplicit di relazioni di scambio sono: 1) fornitori di fattori produttivi; 2) clientela del prodotto; 3) concorrenti diretti, potenziali e/o reali; 4) concorrenti indiretti (produttori di surrogati); 5) organizzazioni sociali aventi finalit anche molto diverse da quelle dellimpresa di cui trattasi, ma interessate al settore (es. aziende delleditoria automobilistica); 6) organizzazioni a-specifiche del settore suscettibili per di influenzare le operazioni delle aziende che producono nel settore medesimo (es. amministrazioni centrali dello stato e le amministrazioni locali.2.4. I rapporti tra le sopra elencate forze competitive esprimono non solo scambio e funzionalit reciproca, ma anche rivalit che genera tensioni e, spesso, conflitti. Sono rapporti tra entit che collaborano e competono allo tempo stesso. Sono, cio, rapporti di forza. In conclusione, lorganizzazione produttiva da noi focalizzata: affronta pressioni competitive o suscita cooperazione con altre organizzazioni; non resta inerte nei confronti del proprio ambiente specifico: offre beni, reagisce alle pressioni, cerca e trova nuove soluzioni per volgere a suo vantaggio la lotta competitiva o per appropriarsi dei benefici della collaborazione.3.1. Dato un task environment, ogni organizzazione in gioco attenta ai segnali emessi da fonti diverse; e, per, non meno forte la sua propensione a comunicare allesterno i propri dati distintivi e le proprie qualit. E lecito, quindi, ipotizzare che tutte le organizzazioni di uno stesso settore interagiscono luna rispetto allaltra, che tutte partecipino come esterni allazione di ciascuna. Nello sviluppo del rapporto tra le forze si manifesta una pi o meno forte tensione interorganizzativa. Per lintreccio di tali relazioni, il settore e la sua forza complessiva prendono forma e si strutturano, assumendo ora forme concorrenziali, ora forme cooperative assai differenziate luna dallaltra. In una situazione di concorrenza perfetta la tensione permanente e immodificabile; alle organizzazioni non resta che adeguarsi o subire lespulsione dal campo competitivo. Nel caso delloligopolio, le strategie offensive delloligopolista creano imperfezioni nei mercati del settore. Per non subirne gli effetti, le organizzazioni investite di tali operazioni attivano risposte di tipo difensivo o possono erigere barriere allentrata nei loro mercati (prevenzione). In una situazione di monopolio o quasi - monopolio, si riverbera dallesterno una tensione debole o addirittura nulla sullimpresa di cui trattasi, ci che favorisce il conformismo organizzativo. Nella quiete ambientale possibile che il monopolista, paradossalmente, perda il controllo del suo futuro, a causa dellindebolimento delle capacit competitive e/o delle cattive abitudini maturate nel suo letargo strategico.4.1. Ogni impresa pu essere studiata secondo lelementare schema di azione e retroazione. La produzione che in essa si svolge prevede lacquisizione di fattori produttivi (input), i quali, sottoposti a lavorazione reale e/o virtuale, vengono trasformati in qualcosaltro con un valore aggiunto (output). Fare impresa, quindi, fondamentalmente coincide con il realizzare un processo di trasformazione, nel quale sono coinvolte cose e persone. Le operazioni sopra menzionate implicano lesecuzione di piani e procedure, cio lassunzione di un metodo di lavoro, che illustreremo come razionalistico e responsabile verso il sistema della societ. Evocano in altre parole la presenza di ordine e regole periodicamente sottoponibili a cambiamento. Le imprese nascono per servire; per essere funzionali non solo allo specifico scopo ad esse attribuito dal fondatore, ma anche per soddisfare bisogni non egoistici, propri di collettivit numerose, cio bisogni sociali.4.2. Il concetto di partecipante al sistema dimpresa non corrisponde a una precisa linea di pensiero sociologico o filosofico. Ben focalizzato e divulgato da Chester Barnard, esso enuncia che fare impresa comporta operazioni nelle quali intervengono pi persone, oltre che pi capitali; che per raggiungere il fine aziendale occorrono pi contributi e pi capacit, non solo lo spirito capitalistico e lenergia di ununica persona. I partecipanti allimpresa sono riconducibili alle seguenti categorie di soggetti agenti.a) I proprietari (fondatori e le altre persone che conferiscono il capitale di rischio)b) I capi o manager (ricorda che sono anche lo prestatori di lavoro subordinato)c) Tutti gli altri prestatori di lavoro subordinato4.3. Il processo di trasformazione degli input in output si svolge dividendo il lavoro aziendale in parti. Ad ogni parte corrisponde, quindi, una fase di detto processo ovvero unarea di lavoro o un segmento di un progetto o di una commessa da realizzare. Luno e laltro segmento, luna e laltra area o fase assolvono differenti funzioni. Di qui la definizione di parte come area funzionale o unit organizzativa o unit di progetto. In sintesi: limpresa unorganizzazione della societ nella quale si integrano parti e partecipanti, le une e gli altri intervenienti in un processo di trasformazione strutturato e orientato al raggiungimento di un preciso fine. Ogni parte con tutte le altre, ogni partecipante con il resto dei partecipanti, sono in ordinata interazione.4.4. Limpresa inclusa nel sistema della societ, di cui indispensabile cellula. La societ e pi particolarmente leconomia le offrono input che essa trasforma e restituisce al suo ambiente con valore aggiunto, in forma di prodotti o servizi (impatto delloutput con ambiente e mercati). Da questo impatto si alimenta un flusso di informazioni di ritorno allimpresa: informazione si aggiunge a informazione. Tale flusso fattore produttivo indispensabile alla continuit del processo di trasformazione. Tutte le informazioni devono essere raccolte, e quelle rilevanti devono essere selezionate: leccesso di informazione intasa i canali di comunicazione interna e crea disfunzioni. Se linformazione negativa, cio se limpatto delloutput sui mercati non ha trovato riscontro desiderato ovvero il consenso del consumatore, limpresa deve leggere il dato adottando provvedimenti che generino uninversione di tendenza nellapproccio alla produzione e allo scambio. Se linformazione positiva, il processo di trasformazione pu continuare come previsto (ma non esclusa la possibilit di un cambiamento del processo di trasformazione al fine del miglioramento o della radicale innovazione dellofferta).5.1. Nellimpresa che vogliamo sistema, il processo di trasformazione degli input in output e la condotta di tale processo sono sottoposti a razionalizzazione. La trasformazione abbisogna ordinariamente di amministrazione e questultima abbisogna di metodo e calcolo. Ci significa che i fattori, acquisiti dallimpresa, sono trasformati in prodotti e/o servizi seguendo una serie definita di regole e procedure; che parti e partecipanti sono sottoposti a ordine nellassolvimento dei loro compiti; che il loro agire calcolato, affinch il lavoro svolto sia coerente con il perseguimento del fine aziendale. Il processo di trasformazione abbisogna dellaffinamento del criterio e del modo in cui si lavora, non solo dellimpegno fisico intellettuale umano, delluso di adeguate tecnologie materiali e immateriali, di sofisticate tecniche di raccolta ed elaborazione dellinformazione. Ha, in ultima analisi, bisogno di una scienza dellamministrazione aziendale. Decisivo il nesso trasformazione/amministrazione. Questultima orientata da obiettivi che reclamano risultati confortanti. Il processo di trasformazione degli input in output e i suoi risultati non potrebbero confortare gli obiettivi prescelti se tutte le operazioni in impresa non si svolgessero secondo uno studio e una pratica di tipo scientifico, suscettibili di rendere efficiente ed efficace il periodico andamento economico aziendale, producendo un risultato economico positivo.5.2. Il concetto di razionalizzazione emerge, storicamente, in modo contestuale allo sviluppo pieno del capitalismo inteso come sistema sociale e come modo di produzione di beni e servizi. Lelaborazione di principi intorno allagire razionale in economia, affondano le proprie radici nellutilitarismo e, prima ancora, trovano conforto nelle idee che promanano dalla riforma protestante. Soprattutto nella versione calvinista, il protestantesimo etico vedeva e vede nel compimento di un lavoro preciso e coscienzioso, regolato, finalizzato a produrre beni con utilit economica per il soggetto agente, il mezzo appropriato per realizzare un disegno non solo terreno, ma anche divino. Anche la dottrina sociale della chiesa cattolica ha qualcosa da dire in argomento. Mentre nel protestantesimo etico delle origini e nelle pratiche ipercompetitive di oggi emerge un tipo di professionalit individualista e puramente efficientista, nel cattolicesimo moderno emerge un concetto di professionalit che orientato al bene comune, cio al benessere di comunit pi vaste di quelle legate al singolo soggetto agente e al suo egoismo utilitaristico. Si coglie quindi una concezione dellagire nella societ sicuramente di tipo solidaristico. Cercando una conclusione: senza principi non si trasforma nulla con efficienza ed efficacia, ne a scopo egoistico, ne per bene comune (servizio); inoltre i principi dellagire razionale in economia sono il fondamento dellagire in senso professionale.5.3. Si possono sintetizzare nel modo seguente i primi due blocchi di principi dellagire razionale nelleconomia. Ordine e regole nella gestione, organizzazione e rilevazione aziendale e metodo e calcolo economico nellamministrazione aziendale complessivamente intesa in modo tale da realizzare un risultato positivo delle attivit svolte. Emerge da questi principi che lineludibile finalit dellimpresa produrre in modo professionale un output che serva, soddisfacendo bisogni sociali, non solo quelli egoistici dellimprenditore. Per ottenerlo occorre vi siano principi che facciano da bussola allamministrazione di ci che si fa; in particolare, che si adotti un metodo scientifico nellorientare e realizzare la trasformazione dei fattori in prodotti. Il produrre e la funzione di produzione hanno sempre la primacy tra le finalit dimpresa. La redditivit del prodotto e leconomicit della complessiva amministrazione aziendale stanno tutte dentro al modo di produzione capitalistico ma non possono avere il primo posto nella gerarchia dei fini aziendali. Se vero che tutte le imprese producono un output, non sempre vero che tutte le facciano per realizzare risultati economici positivi in termini di reddito. Esistono infatti imprese che dichiarano nel proprio statuto di essere not for profit, cio non lucrative. Il reddito di fine periodo si configura, invece, come vincolo o finalit particolare delle imprese lucrative, create e condotte cio for profit. Alle imprese private senza scopo di lucro bisogna, infine, aggiungere le imprese pubbliche, create e governate per dar luogo a prodotti o servizi di cui la collettivit nazionale o altra sovranazionale abbia bisogno. Nella dottrina economico-aziendale italiana merita di essere ricordata la precisazione di Pietro Onida, il quale differenzia acutamente i concetti di risultato economico e di reddito. Il reddito desercizio rileva solo qualche aspetto del risultato economico della gestione; il risultato economico della gestione riguarda lo sviluppo dellattivit produttiva e le premesse poste agli sviluppi futuri. In sintesi: il reddito solo un aspetto sotto il quale si presenta il risultato economico positivo dellimpresa in un determinato periodo di tempo.5.4. Il contributo offerto dal pensione economico razionalistico allamministrazione delle aziende quello di avere concepito limpresa in termini nuovi rispetto a quelli offerti dalleconomia curtense e dalla dimensione artigiana, che soddisfacevano a stento, nel 500 e 600, i bisogni individuali e quelli delle collettivit, in cerca di nuove ragioni di sopravvivenza e sviluppo. Nella forte dinamica economica del 700, limpresa capitalistica si offr come strumento per soddisfare bisogni di massa e bisogni innovativi. Essa abbisognava di un imprenditore razionale che sapesse governare le proprie attivit con metodo scientifico, affidandosi al calcolo. Karl Weick scrive che lo svolgersi di processi amministrativi razionali non significa necessariamente che le azioni dellorganizzazione sono logiche o sensate, ma piuttosto che sono volute, pensate, pianificate e designate a uno scopo. Il meccanismo della trasformazione in senso capitalistico vi si configura come processo orientato a realizzare, col proprio output, anche un risultato economico positivo e, in quellambito, un guadagno (reddito). Chi ci riesce dimostra, in senso weberiano, la propria professionalit imprenditoriale; non solo soddisfa un bisogno personale di success,o ma anche rende un servizio al sistema della societ.5.5. Limpresa che lascia la sua minorit e la sua identificazione nel protagonismo dellimprenditore individuale deve ricorrere alla progettazione della divisione del lavoro aziendale in parti, ciascuna aventi unordinata funzione. Una di tali funzione centrale in senso tecnico e organizzativo rispetto alle altre, per la finalit che deve realizzare. Tale funzione la funzione di produzione. Ad essa si affiancano altre funzioni, ad esempio marketing, personale, contabilit e bilancio, etc. La di

温馨提示

  • 1. 本站所有资源如无特殊说明,都需要本地电脑安装OFFICE2007和PDF阅读器。图纸软件为CAD,CAXA,PROE,UG,SolidWorks等.压缩文件请下载最新的WinRAR软件解压。
  • 2. 本站的文档不包含任何第三方提供的附件图纸等,如果需要附件,请联系上传者。文件的所有权益归上传用户所有。
  • 3. 本站RAR压缩包中若带图纸,网页内容里面会有图纸预览,若没有图纸预览就没有图纸。
  • 4. 未经权益所有人同意不得将文件中的内容挪作商业或盈利用途。
  • 5. 人人文库网仅提供信息存储空间,仅对用户上传内容的表现方式做保护处理,对用户上传分享的文档内容本身不做任何修改或编辑,并不能对任何下载内容负责。
  • 6. 下载文件中如有侵权或不适当内容,请与我们联系,我们立即纠正。
  • 7. 本站不保证下载资源的准确性、安全性和完整性, 同时也不承担用户因使用这些下载资源对自己和他人造成任何形式的伤害或损失。

评论

0/150

提交评论